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Primo piano

"DECRETO FARE": NOVITA' AMBIENTE E SICUREZZA

 

Pubblichiamo una circolare esplicativa delle principali novità del "Decreto del Fare" (DL 69/2013 convertito con L. 98/2013) in materia di ambiente, sicurezza sul lavoro, energia, ricerca e sviluppo nelle PMI.

Clicca qui per scaricare la circolare.


PAGAMENTO DEI DEBITI SCADUTI DELLE P.A. MATURATI AL 31/12/12

 

E' stato disciplinato, con Decreto Legge, il pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni verso le imprese per somme certe liquide ed esigibili al 31/12/2012, in quanto escluse dal patto di stabilità.

Per poter disporre e distribuire le risorse necessarie, gli enti locali, i comuni e le province dovranno comunicare entro il 30 aprile 2013 al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) l'ammontare delle somme loro necessarie per far fronte ai pagamenti dei propri debiti. A seguito di tali comunicazioni il MEF, con proprio decreto, procederà all'individuazione degli importi da escludere dal patto di stabilità. In attesa del predetto decreto, ciascun ente potrà effettuare pagamenti entro determinati limiti.

aaPAGAMENTO DEI DEBITI SCADUTI DELLE P.A. MATURATI AL 31/12/12

COMPENSAZIONE DEBITI TRIBUTARI E CREDITI VS. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

Con il decreto che contiene misure urgenti per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione viene prevista anche la  possibilità di utilizzare i crediti maturati nei confronti della stessa pubblica amministrazione per compensare somme dovute in base ad accertamenti tributari.

Viene infatti previsto che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 , nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali (provincie e comuni) e degli enti del SSN per contratti di somministrazione, forniture ed appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di:

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RESPONSABILITA’ SOLIDALE DELL’APPALTATORE IVA-RITENUTE

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la circolare 8 ottobre 2012, n. 40/E, in materia di responsabilità solidale nei contratti di appalto/subappalto (cfr. articolo 13-ter del DL n. 83/2012), fornendo precise informazioni in merito alle questioni che hanno destato maggiori perplessità.

In particolare, con riferimento all’entrata in vigore della norma, la circolare precisa che l’adempimento tributario previsto a carico dell’appaltatore e del subappaltatore riguarda soltanto i pagamenti effettuati a partire dall’11 ottobre 2012, in relazione ai contratti stipulati successivamente al  12 agosto 2012.

Altra questione affrontata dalla circolare riguarda la documentazione che l’appaltatore/subappaltatore deve produrre per dimostrare la regolarità dei versamenti relativi all’IVA e alle ritenute, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, per superare il vincolo della responsabilità solidale del committente/appaltatore.

A riguardo la suddetta circolare ritiene valida una dichiarazione sostitutiva con cui l’appaltatore/subappaltatore attesti l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla citata disposizione, alternativa all’asseverazione di un responsabile del centro di assistenza fiscale o di un soggetto abilitato.

La dichiarazione sostitutiva, con riferimento ai soli obblighi di versamento “scaduti alla data del pagamento del corrispettivo”, dovrà riportare:
-    il periodo in cui è stata liquidata l’IVA relativa alle fatture riguardanti i lavori eseguiti;
-    il periodo in cui sono state versate le ritenute sui redditi di lavoro dipendente;
-    gli estremi del modello F24 di riferimento ai predetti versamenti;
-    l’affermazione che l’IVA e le ritenute versate includono quelle riferibili al contratto di appalto/subappalto per il quale la dichiarazione viene resa.

Per maggiori dettagli si rinvia alla lettura della circolare allegata alla presente. La questione sarà inoltre oggetto di un prossimo documento informativo.

 

VERIFICHE PERIODICHE ATTREZZATURE DA LAVORO

Verifiche periodiche delle attrezzature da lavoro


Il datore di lavoro ha l’obbligo di sottoporre le attrezzature elencate nell’allegato VII del D.Lgs n. 81/2008 a verifiche periodiche, con la frequenza indicata, per garantire la sicurezza dei lavoratori (art. 71, co. 11).

Dal 23 maggio 2012 entrano in vigore, per il datore di lavoro, nuove modalità per la richiesta delle verifiche periodiche fra cui la possibilità di provvedere direttamente avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati quando i titolari della funzione (Inail per la prima, Asl per le successive) siano impossibilitati a farlo entro i termini previsti (decreto ministeriale 11 aprile 2011).

Cosa deve fare il datore di lavoro
Il datore di lavoro che mette in servizio, successivamente al 23 maggio 2012, un’attrezzatura di lavoro, deve darne comunicazione immediata all’Inail (ex Ispesl) territorialmente competente, che assegna un numero di matricola identificativo e lo comunica al datore di lavoro.
Successivamente il datore di lavoro, deve fare richiesta al soggetto titolare della funzione (Inail per la prima, Asl per le successive) entro i termini previsti, per sottoporre l’attrezzatura alle visite periodiche, classificate come prima verifica e verifiche successive alla prima.

La prima delle verifiche periodiche deve essere effettuata entro 60 giorni dalla richiesta, le successive entro 30 giorni dalla richiesta.

Prima verifica
Quando richiederla - Almeno 60 giorni prima della scadenza del termine per l’esecuzione della prima delle verifiche periodiche stabilite dall’Allegato VII del D.Lgs. n. 81/08, il datore di lavoro deve richiedere all’Inail territorialmente competente l’esecuzione della prima delle verifiche periodiche.
In particolare, per i carrelli a braccio telescopico, le piattaforme auto-sollevanti su colonne, gli ascensori e montacarichi da cantiere e gli idroestrattori a forza centrifuga, già messi in servizio alla data del 24 maggio 2012, la richiesta di prima verifica periodica costituisce anche adempimento dell’obbligo di comunicazione all’Inail (ossia la “vecchia” domanda di immatricolazione e relativo libretto).
Per carrelli semoventi a braccio telescopico, ascensori e montacarichi da cantiere con cabina/piattaforma guidata verticalmente ed idroestrattori a forza centrifuga, messi in servizio in assenza di direttiva di prodotto specifica (= privi di Marcatura CE), dovrà essere attestata da parte del datore di lavoro o da persona competente da lui incaricata la conformità della macchina ai requisiti di sicurezza di cui all’Allegato V del D. Lgs. 81/2008
L’attestazione dovrà essere allegata alla richiesta della prima delle verifiche periodiche.
Come richiederla - All’atto della richiesta di verifica, il datore di lavoro deve indicare il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del quale Inail può avvalersi nel caso non sia in grado di effettuare direttamente la verifica entro 60 giorni. Il datore di lavoro individuerà tale nominativo tra quelli iscritti in un apposito elenco che dovrebbe essere messo a disposizione dei datori di lavoro a cura delle Direzioni regionali competenti dell’ Inail.
Esecuzione della verifica - Inail è tenuta ad effettuare la prima verifica periodica direttamente (con proprio personale) o avvalendosi del soggetto abilitato, pubblico o privato, indicato dal datore di lavoro nella richiesta di prima verifica periodica entro 60 giorni dalla richiesta.
Qualora, entro i 60 giorni dalla richiesta non sia stata effettuata la verifica da parte dell’Inail (direttamente o avvalendosi del soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro), il datore di lavoro può avvalersi direttamente di uno dei soggetti abilitati, pubblici o privati, di cui all’elenco più generale previsto nell’Allegato III del D.M. 11 aprile 2011 e di cui è stato pubblicato un primo elenco con Decreto dirigenziale 21 maggio 2012 (allegato). In quest’ultimo caso, dopo l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro comunica a Inail il nominativo del soggetto abilitato che ha direttamente incaricato della verifica.
La modulistica, l’elenco dei soggetti abilitati e il tariffario, per la prima delle verifiche periodiche dovrebbero essere consultabili sul sito delle Direzioni regionali competenti dell’ Inail.

Verifiche periodiche successive alla prima
Quando richiederla - Con la periodicità prevista dall’Allegato VII del D.Lgs. n.81/08 e almeno 30 giorni prima della scadenza del relativo termine, il datore di lavoro deve richiedere alla Asl competente per territorio l’esecuzione delle verifiche periodiche successive alla prima.
Come richiederla - All’atto della richiesta di verifica, il datore di lavoro deve indicare il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del quale la Asl può avvalersi nel caso non sia in grado di effettuare direttamente la verifica entro 30 giorni.
Il datore di lavoro individuerà tale nominativo tra quelli iscritti in un apposito elenco che dovrebbe essere messo a disposizione dei datori di lavoro a cura della singola struttura Asl o presso la regione di appartenenza. Con l’iscrizione in tale elenco, il soggetto abilitato si impegna al rispetto temporale del termine dei 30 giorni.
Esecuzione della verifica - L’Asl è tenuta ad effettuare la verifica periodica direttamente (con proprio personale) o avvalendosi del soggetto abilitato, pubblico o privato, indicato dal datore di lavoro nella richiesta di verifica periodica entro 30 giorni dalla richiesta.
Qualora entro i 30 giorni dalla richiesta non sia stata effettuata la verifica da parte dell’Asl (direttamente o avvalendosi del soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro), il datore di lavoro può avvalersi direttamente di uno dei soggetti abilitati, pubblici o privati, di cui all’elenco più generale previsto nell’Allegato III del D.M. 11 aprile 2011 e di cui è stato pubblicato un primo elenco con Decreto dirigenziale 21 maggio 2012 (allegato). In quest’ultimo caso, dopo l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro comunica alla Asl il nominativo del soggetto abilitato che ha direttamente incaricato della verifica.

Verifiche periodiche
Ricordiamo inoltre che il datore di lavoro deve mettere a disposizione del verificatore il personale occorrente, sotto la vigilanza di un preposto e i mezzi necessari per l’esecuzione delle operazioni stesse, esclusi gli apparecchi di misurazione.
La documentazione (relativa alle verifiche, le denunce e le comunicazioni di messa in servizio) deve essere tenuta presso il luogo in cui l’attrezzatura viene utilizzata.
Il datore di lavoro deve comunicare alla sede INAIL competente la cessazione dell’esercizio, l’eventuale trasferimento di proprietà dell’attrezzatura di lavoro e lo spostamento delle attrezzature, per l’inserimento in banca dati.
Le disposizioni riguardano i seguenti gruppi di attrezzature (ALLEGATO VII):

  • Gruppo SC – Apparecchi di sollevamento materiali non azionati a mano ed idroestrattori a forza centrifuga (tra cui apparecchi sollevamento materiali mobili, trasferibili e fissi, di portata > 200 kg)
  • Gruppo SP – Sollevamento persone (scale aeree, ponti mobili sviluppabili su carro, piattaforme di lavoro)
  • Gruppo GVR – Gas, Vapore, Riscaldamento (attrezzature a pressione e loro insiemi).


Alcune informazioni sulle procedure on-line le potete trovare sul portale Inail nazionale: http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info2051205410.jsp


Elenco completo delle attrezzature riportate nell’allegato VII del D. Lgs 81/2008
http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/2008_0081_allegato_VII.pdf

 

RIFORMA DEL LAVORO E CONTRATTI

 

La responsabile Ufficio Paghe di CNA Trieste, consulente aziendale dott. Cristina Jovane, dopo una breve sintesi della riforma del lavoro (vedi), ha predisposto un approfondimento sui nuovi contratti di lavoro previsti dalla riforma.

Scarica l'allegato.

RIFORMA DEL LAVORO

 

Come noto, è in fase di approvazione un'importante e molto discussa riforma del lavoro. La responsabile dell'Ufficio Paghe della nostra Associazione, la consulente aziendale dott. Cristina Jovane, ha predisposto un documento di sintesi di detta riforma.

Scarica il documento.

REDDITOMETRO

 

Nell’ambito del nuovo redditometro vengono prese in considerazione oltre 100 voci rappresentative di tutti gli aspetti della vita quotidiana, indicative di capacità di spesa, che contribuiscono congiuntamente alla stima del reddito.
Le voci sono aggregate in 7 categorie:
  • abitazione (dati relativi all’abitazione e spese sostenute per mutui, ristrutturazioni, collaboratori domestici, acquisto elettrodomestici e apparecchiature elettroniche, arredi, energia, gas e telefonia fissa e mobile);
  • mezzi trasporto (numero veicoli e totale KW per autoveicoli, minicar, caravan e motoveicoli, barche a vela e a motore, aeromobili)
  • assicurazione e contributi ( spese sostenute per assicurazioni responsabilità civile, incendio e furto, vita, danni, infortuni, malattia);
  • istruzione (spese sostenute per asili nido, scuola primaria, secondaria, università, corsi di lingue, soggiorni all’estero, scuole di specializzazione e master);
  • attività sportive e ricreative e cura della persona (tra cui spese per abbonamento pay-tv, abbonamenti eventi sportivi e culturali, spese per vacanze, viaggi e alberghi, centri benessere e cura della persona);
  • altre spese significative (spese per oggetti d’arte o antiquariato, gioielli, donazioni, spese mediche e veterinarie, assegni periodici corrisposti al coniuge);
  • investimenti (fabbricati, terreni edificabili, azioni, imbarcazioni, autoveicoli ecc.).
I dati vengono riferiti al nucleo famigliare anagrafico e non fiscale, considerando nucleo anche:
- la coppia non sposata
- coniugi non separati/divorziati con diverso domicilio
- genitori con figlio non a carico che convive
- convivenze tra fratelli/sorelle
- un genitore con figlio
- nuclei da “ ricostituzione” famigliare

Con riferimento all’anno d’imposta 2011 al contribuente congruo e coerente agli studi di settore (anche per effetto dell’adeguamento) sono riconosciuti alcuni benefici:
- sono preclusi accertamenti basati su presunzioni semplici
- la riduzione a quattro anni dei termini di prescrizione per l’accertamento
- la determinazione sintetica del reddito (redditometro) è ammessa solo a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.

I benefici decadono se, a seguito di accertamento, l’ufficio riscontra  che il contribuente non ha dichiarato fedelmente i dati degli studi di settore.
Per i contribuenti non congrui ma verosimilmente coerenti vengono previsti specifici piani di controllo e vengono verificate anche le operazioni finanziarie presenti nell’apposita sezione dell’Anagrafe tributaria.
Per i contribuenti non congrui e non coerenti saranno svolti in via prioritaria controlli con l’utilizzo dei poteri riconosciuti all’amministrazione finanziaria per le indagini finanziarie.
L’omessa comunicazione dei dati rilevanti e l’infedeltà della dichiarazione portano alla sanzione di € 2.065 e del 50% delle relative penalità.

DECRETO C.D. "SALVA ITALIA"

 

Ecco, "in pillole", alcune delle misure più importanti del c.d. Decreto "Salva-Italia":

  • IVA: da settembre 2012 possibile aumento delle aliquote dal 21% al 23% e dal 10% all'11%;
  • Irap: con effetto immediato introdotta la piena deducibilità dell'Irap sul costo del lavoro, ai fini Ires e Irpef;
  • Ace: con effetto immediato sono ridotti gli oneri tributari per le remunerazioni ordinarie del capitale reinvestito dei soggetti passivi Ires;
  • Imu: da gennaio 2012 al 2014 in via sperimentale è introdotta l'IMU (imposta municipale) con aliquota ordinaria del 7,6 per mille (i comuni potranno abbassarla o alzarla del 3 per mille) e ridotta al 4 per mille per l'abitazione principale (i comuni potranno portarla al 2 per mille). I titolari di una sola abitazione potranno, inoltre, usufruire anche di una detrazione fino a concorrenza del suo ammontare di euro 200. I comuni potranno decidere di elevare tale soglia "fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio"; inoltre, la rivalutazione del valore immobiliare sarà modulata per tipologia di edificio: resta ferma la rivalutazione delle rendite catastali nella misura del 5 per cento, ma è previsto l'innalzamento dei moltiplicatori per la determinazione del valore dei fabbricati e terreni da utilizzare per il calcolo delle imposte.
  • Moltiplicatori catastali: è previsto un aumento dei moltiplicatori da utilizzare per il calcolo del valore degli immobili (60% per i gruppi A, B e C);
  • Tassa sul lusso: da gennaio 2012 entra in vigore una addizionale erariale sul bollo auto di 20 euro per ogni Kw di potenza superiore ai 170 Kw da applicare alle autovetture immatricolate dal 2009; è inoltre confermata la tassa per lo stazionamento di imbarcazioni ed aeromobili privati;
  • Misure antievasione: da gennaio 2012 la soglia per l'uso del denaro contante è ridotta a 1.000 euro;
  • Capitali "scudati": con effetto immediato è previsto un prelievo una-tantum del 1,5% sui capitali che hanno usufruito dello scudo fiscale;
  • Banche: con effetto immediato e fino al 30 giugno 2012 il Ministero dell'Economia potrà concedere una garanzia sulle passività degli istituti bancari per aumentarne la capacità di finanziamento;
  • Liberalizzazioni: con effetto immediato è prevista la liberalizzazione degli orari di apertura per i negozi oltre a misure di semplificazione per para-farmacie, professioni e carburanti;
  • Opere pubbliche: con effetto immediato è incentivato l'uso di capitali privati nella partecipazione al finanziamento e alla gestione delle opere pubbliche;
  • Fondo garanzia Pmi: con effetto immediato è stato finanziato per 300 milioni di euro il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
  • Enti locali: dal 1 gennaio 2012, gli enti ed autonomie locali riceveranno minori trasferimenti dallo Stato;
  • Patrimonio immobiliare pubblico: con effetto immediato vengono istituiti fondi per la valorizzazione, la gestione e la vendita di patrimonio immobiliare pubblico, con possibilità di investimento anche da parte di soggetti privati;
  • Pensioni: da gennaio 2012 estensione del metodo contributivo a tutti, uscita anticipata solo con 42 anni di versamenti, aumento dell'età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili, blocco delle rivalutazioni per gli assegni sopra 935,00 euro;
  • Addizionali regionali: le Regioni potranno incrementare l'addizionale regionale dallo 0,9% all'1,23%.

CONTRIBUTO PFU

 

A seguito dell'entrata in vigore, lo scorso 7 settembre 2011, del nuovo sistema di gestione dei pneumatici fuori uso (PFU), CNA ha elaborato una circolare esplicativa che dà indicazioni in particolare per quanto riguarda il contributo PFU. Scarica il documento completo.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi all'Ufficio Ambiente e Sicurezza di CNA Trieste (dott. Jacopo Gennari - tel. 0403185518).

TRASMISSIONE TELEMATICA CERTIFICATI MALATTIA: ACCORDI INTERCONFEDERALI

 

Attraverso tre recenti accordi interconfederali, raggiunti in rapida successione, tra Cgil, Cisl, Uil e, in ordine cronologico, Confindustria (20 luglio 2011), Confapi (26 luglio 2011), Cna e le altre associazioni dell'artigianato (27 luglio 2011) sono state definite alcune regole contrattuali, in materia d'invio dei certificati medici in modalità telematica valide per i lavoratori appartenenti al settore privato.
Come noto dal 14 settembre 2011 saranno operative le nuove disposizioni relative alla gestione telematica dei certificati di malattia prevedendo, contestualmente, la cessazione dell'obbligo da parte del lavoratore dipendente di inviare al proprio datore di lavoro la copia cartacea del certificato di malattia rilasciato dal proprio medico al momento dell'invio della certificazione stessa.

Le principali norme disciplinate, in maniera identica, nelle tre intese sindacali prevedono che i rapporti tra aziende e lavoratori si svolgano nel rispetto dei seguenti vincoli:
  • restano, seppur transitoriamente, in vigore le norme e le discipline previste dai contratti collettivi di lavoro in materia di trattamento economico e normativo delle malattie e degli infortuni non sul lavoro, compresi gli obblighi di una tempestiva comunicazione dell'assenza e di ogni variazione dell'indirizzo ove effettuare la visita medica fiscale;
  • i singoli contratti collettivi di lavoro dovranno prevedere (anche a livello di contrattazione regionale per il settore artigiano) una nuova disciplina che coordini le norme attualmente in vigore con le nuove modalità di rilascio e di trasmissione dei certificati di malattia;
  • dal 14 settembre 2011, i lavoratori subordinati, nel rispetto delle "tempistiche" previste dai contratti collettivi di lavoro applicati per l'invio dei certificati "cartacei", dovranno comunicare alle aziende di cui sono dipendenti i numeri di protocollo identificativi dei certificati inviati dai medici all'Inps;
  • tali comunicazioni dovranno essere effettuate dai dipendenti nei confronti delle aziende utilizzando le tecnologie più rapide e moderne, quali a titolo esemplificativo: e-mail e sms;
  • nel caso in cui per diversi motivi (problemi tecnici di trasmissione da parte del medico curante, malattia insorta in un Paese straniero, ecc) non sarà possibile l'invio del certificato medico in modalità telematica, i lavoratori subordinati dovranno inviare alla direzione aziendale copia del  certificato di malattia "cartaceo" che il medico è comunque tenuto a fornire al lavoratore, secondo i tempi e le modalità previsti dal contratto collettivo applicato.

DL 6 LUGLIO 2011, N. 98: LE NOVITA' IN MATERIA PREVIDENZIALE E ASSISTENZIALE

 

La recente manovra economica varata da Governo (DL n. 98/2011, conv. in Legge n. 111/2011), volta al conseguimento del pareggio di bilancio del nostro Paese, non ha risparmiato il complesso normativo previdenziale e assistenziale, a conferma della continua esposizione di tali discipline alle manovre della finanza pubblica.

Le maggiori novità intervenute riguardano, in particolare:

1. l'innalzamento del requisito anagrafico, ai fini dell'accesso alla pensione di vecchiaia, per le donne del settore privato (art. 18, comma 1);

2. la riduzione della perequazione automatica, per il biennio 2012-2013, ai trattamenti pensionistici superiori a 5 volte il trattamento minimo INPS (art. 18, comma 3);

3. l'anticipazione, al 1° gennaio 2013, dell'adeguamento del requisito anagrafico all'aspettativa di vita (art. 18, comma 4);

4. le modifiche alla disciplina della pensione ai superstiti (art. 18, comma 5);

5. la obbligatorietà della contribuzione alla relativa Cassa previdenziale per i soggetti già pensionati e iscrizione obbligatoria presso la Gestione separata (art. 18, commi 11 e 12);

6. le nuove finestre "aggiuntive" per l'accesso al pensionamento con 40 anni di contributi, indipendentemente dal requisito anagrafico (art. 18, comma 22-ter);

7. il contenzioso previdenziale (art. 38).

 

EPASA Nazionale, l'ente di patronato della CNA, ha elaborato una circolare esplicativa sull'argomento. Scarica la circolare.

MUTUALITA' EBIART

 

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ebiart (Ente Bilaterale Artigianato Friuli Venezia Giulia) ha deliberato l'avvio del nuovo Piano di Assistenza Mutualistica: gli interventi per l'anno 2011 entrano pertanto in vigore con il 1° luglio 2011.

A seguito delle novità introdotte dal nuovo sistema della bilateralità e in virtù dell'Accordo regionale dell'11 febbraio u.s., anche le prestazioni mutualistiche registrano significativi cambiamenti. E' stato infatti istituito, dal citato Accordo, uno specifico Fondo per le prestazioni di mutualità, alimentato da una contribuzione a carico delle imprese e che interviene a favore dei titolari, dei soci, dei collaboratori e dei lavoratori dipendenti delle imprese artigiane aderenti al sistema bilaterale del Friuli Venezia Giulia.

Il diritto a beneficiare delle prestazioni matura dopo l'iscrizione al Fondo e alla corresponsione del contributo. L'iscrizione avviene contestualmente all'effettuazione del primo versamento periodico e riguarda contestualmente titolari, soci, collaboratori e dipendenti in forza all'impresa. La quota per ogni aderente è a carico dell'impresa stessa. Per l'anno in corso, le imprese che intendano aderire al Fondo sono tenute al versamento di una quota di euro 90,00 per ciascun iscritto; la quota di adesione è annuale ma frazionata in 3 quote. Conseguentemente, la regolarità contributiva è sottesa al versamento dell'intera quota. Le rate hanno le seguenti scadenze: 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2011. L'Ente provvederà a trasmettere alle imprese una circolare con allegato bollettino di c/c postale.

I richiedenti potranno presentare le domande di contributo fino e non oltre il 31 dicembre 2011: decade quindi il termine originariamente previsto dei 90 giorni (dalla data della fattura o del documento di spesa relativo alla prestazione fruita) entro il quale presentare la domanda di contributo. Le relative prestazioni saranno liquidate entro il primo semestre 2012.

Le richieste di prestazioni mutualistiche presentate dall'1 marzo al 30 giugno 2011 verranno trattate e liquidate nelle forme e nella misura previste dal precedente Regolamento, e comunque previo accertamento dell'avvenuta contribuzione al nuovo sistema.

Nei prossimi giorni sarà on line sul sito dell'Ebiart (www.ebiart.it) la versione aggiornata della pagina web, dove sarà possibile scaricare la modulistica necessaria.

Il nostro Ufficio Paghe è comunque a disposizione per eventuali ulteriori informazioni.

DETRAZIONE 36%: MODIFICHE DAL DECRETO SVILUPPO

 

Il “Decreto Sviluppo” (art.1, D.L. 13/05/2011, n. 70 – G.U. n. 110 del 13/05/2011, in vigore dal 14/05/2011), convertito in L. 106/2011, ha eliminato due importati adempimenti obbligatori, finora richiesti a pena di decadenza dalla detrazione del 36%. Trattasi:

1. del preventivo invio al Centro Operativo di Pescara, mediante lettera raccomandata, della “Comunicazione di inizio lavori” prima dell’inizio dei lavori stessi che godono dell’agevolazione fiscale;

2. della distinta indicazione nelle fatture/ricevute fiscali del costo della manodopera del personale dipendente, qualora impiegato dalle imprese esecutrici dei lavori.

 

1. ABOLITA LA “COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI”

A seguito dell’abolizione dell’obbligo di preventivo invio della “Comunicazione di inizio lavori”, il contribuente che intende fruire della detrazione fiscale del 36% dovrà indicare alcuni dati ,finora richiesti nella Comunicazione, nella dichiarazione dei redditi. Questo è quanto si evince dalla modifica operata dal Decreto Sviluppo al Decreto interministeriale del 18/02/1998, n. 41, che reca norme attuative e procedure di controllo al fine della detrazione per le spese di ristrutturazione edilizia.

Nel dettaglio, i dati che i contribuenti dovranno indicare nella dichiarazione dei redditi, al fine godere della detrazione in commento, sono:

- i dati catastali dell’immobile oggetto degli interventi;

- gli estremi di registrazione dell’atto (comodato in forma scritta o contratto di locazione) nel caso in cui i lavori siano eseguiti non dal possessore dell’immobile ma dal detentore (comodatario o locatario);

- gli altri dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate, che saranno individuati da un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.

Resta inteso che le sopra indicate novità riguarderanno la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2011 (mod. 730 2012/11 o mod. UNICO 2012/11). Pertanto, i soggetti che hanno iniziato lavori agevolati nel corso del 2010 e non hanno preventivamente inviato la “Comunicazione di inizio lavori” oppure l’hanno inviata tardivamente, non possono avvalersi della nuova semplificazione fiscale e, di conseguenza, decadono dal beneficio fiscale.

Occorre, invece, fare alcune riflessioni in merito ai lavori iniziati nel 2011 prima del 14 maggio (data di entrata in vigore del Decreto Sviluppo), nel caso in cui i contribuenti non hanno ottemperato all’obbligo di invio preventivo della Comunicazione. La domanda da porsi è la seguente: possono essi avvalersi della possibilità di indicare nella dichiarazione dei redditi per il 2011 i dati richiesti senza decadere, pertanto, dalla detrazione 36%? La risposta è negativa se si considera la data del 14/05/11 come “spartiacque” per definire l’obbligo di invio della Comunicazione (ossia, prima del 14/05/11 esiste comunque tale obbligo, senza deroghe); mentre è positiva se esiste la possibilità di “sanare” il mancato invio compilando, appunto, la dichiarazione dei redditi.

Al riguardo occorrerà attendere future indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, essendo ad oggi assolutamente prematura una risposta in un senso o in un altro.

 

2. ABOLITO L’OBBLIGO DI DISTINTA INDICAZIONE DEL COSTO DELLA MANODOPERA DEL PERSONALE DIPENDENTE

Il Decreto Sviluppo ha inoltre abrogato l’obbligo di indicare distintamente nelle fatture (e ricevute fiscali), da parte delle imprese che eseguono i lavori, il costo della manodopera relativa al personale dipendente eventualmente impiegato. Questo, a pena di decadenza dai benefici fiscali della sola detrazione del 36%, visto che, ai fini IVA, già dal 01/01/2008 non sussisteva più tale obbligo al fine di fruire dell’aliquota agevolata del 10%.

Ricordiamo che la necessità di indicare separatamente il costo della manodopera del personale dipendente sussisteva per le fatture emesse a decorrere dal 04/07/2006; nel caso di fatture in acconto, in queste si poteva non fornire l’indicazione richiesta salvo evidenziare, nella fattura a saldo, il costo della manodopera impiegata nell’intera esecuzione dei lavori.

Infine, riteniamo che tale abrogazione si estenda pure alle fatture relative ai lavori che fruiscono dell’agevolazione fiscale del 55%.

DETRAZIONI 36% E 55%: DOCUMENTAZIONE AGENZIA ENTRATE

 

L'Agenzia delle Entrate ha recentemente emesso della documentazione che fornisce delucidazioni e chiarimenti sulle detrazioni fiscali del 36% e del 55%.

 

Clicca qui per scaricare la circolare n. 20/E relativa alla deducibilità e detraibilità di alcune spese, alle agevolazioni per i disabili, ai premi incentivanti e al reddito prodotto all'estero, nella quale viene trattata la detrazione fiscale del 36%.

 

Clicca qui per scaricare la guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico (55%).

 

 

NUOVO OBBLIGO DI COMUNICAZIONE ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE DELLE OPERAZIONI RILEVANTI AI FINI IVA

 

L’obbligo di comunicazione riguarda tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni rilevanti ai fini Iva, per le quali viene emessa fattura oppure si registra solamente il corrispettivo.

Le operazioni da comunicare sono quelle, rispettivamente:
-    di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto di Iva, in caso di emissione della fattura;
-    di importo pari o superiore a 3.600 euro, al lordo di Iva, per i casi in cui non è emessa fattura, perché ad esempio si tratta di operazioni certificate dalla ricevuta fiscale e dallo scontrino fiscale. ( si tratta della maggior parte delle operazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali)

Casi particolari:

Per i contratti:
-    d’appalto, fornitura, somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, la comunicazione è obbligatoria solo se i corrispettivi dovuti nell’intero anno solare sono d’importo complessivo non inferiore a 3.000 Euro;
-    tra loro collegati, ai fini del calcolo del limite di 3.000 euro, occorre considerare l’ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i contratti. (in particolare su questo punto la formulazione della norma è poco chiara ed è indispensabile un chiarimento che dovrebbe arrivare con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione)

Operazioni escluse dalla comunicazione:
-    le importazioni;
-    le esportazioni dirette, anche in triangolazione o con consegna dei beni in Italia al cliente non residente;
-    le operazioni, attive e passive, effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Stati a fiscalità privilegiata (in quanto già oggetto di altra comunicazione: “operazioni con paesi black list “);
-    le operazioni oggetto di comunicazione obbligatoria all’Anagrafe tributaria (es. contratti di assicurazione, fornitura di energia elettrica, ecc.).

Allo scopo di memorizzare le informazioni necessarie per predisporre la comunicazione, è necessario che gli associati che usufruiscono del nostro Servizio Contabilità ci forniscano precise indicazioni relativamente ai seguenti dati:
-    operazioni di importo superiore alla soglia prevista per le quali sono previste fatture parziali per acconti anche se di importi inferiori al limite (3.000 euro);
-    presenza di contratti di appalto, fornitura periodica, somministrazione o altri contratti con corrispettivi periodici i cui corrispettivi nell’anno solare superano la soglia stabilita;
-    per le operazioni effettuate dal 1° luglio 2011, rilevazione separata delle operazioni per le quali non è stata emessa la fattura e che sono annotate giornalmente come corrispettivi e che superano la soglia di 3.600 euro. In questi casi è necessario acquisire anche il codice fiscale del cliente, anche se privato (fondamentale il codice fiscale, in quanto dato obbligatorio per la corretta compilazione della comunicazione).
Queste informazioni confluiranno nel database utilizzato dall’Agenzia delle Entrate quale supporto al cosiddetto “spesometro” e cioè al nuovo redditometro che poggia proprio sulla capacità di spesa dei contribuenti.

L’obbligo di comunicazione riguarda anche le operazioni relative all’anno 2010, ma con riferimento alle sole operazioni documentate da fatture e di importo pari o superiore a 25.000 euro, al netto di Iva; il termine per l’invio è stabilito al 31.10.2011.

Il nostro Ufficio Contabilità è a disposizione degli associati per tutte le informazioni relative a questa nuova disposizione, e per fornire assistenza nei relativi adempimenti.

SANZIONI SISTRI

 

E' stato modificato dal nuovo articolo 260 - bis il sistema sanzionatorio relativo ai vari adempimenti previstri dal SISTRI.

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TRACCIABILITA' FLUSSI FINANZIARI - FAQ

 

Dopo le determinazioni dell'AVCP (Autorità di Vigilanza per i Contratti Pubblici) n. 8 e n. 10 del 2010, riguardanti la tracciabilità dei flussi finanziari, la stessa ha prodotto un documento contenente delle Faq, con le quali ha risposto alle domande più comuni che le imprese hanno posto in questo periodo, cercando così di superare le numerose incertezze della norma.

Clicca qui per vedere il documento.

CERTIFICATI MALATTIA TELEMATICI - PRECISAZIONI INPS

 

L'INPS ha fornito indicazioni (circolare 31 gennaio 2011 n. 21) in merito alla trasmissione telematica dei certificati di malattia alla luce delle norme contenute nel Collegato lavoro (art. 25, L. n. 183/2010) che hanno disposto, a partire dal 1° gennaio 2010, l'estensione al settore privato delle modalità di rilascio e trasmissione della certificazione previste per il settore pubblico.

L'INPS chiarisce in particolare che:

- l'obbligo di invio della certificazione in modalità telematiche riguarda tutti i casi di assenza per malattia dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro privati. Infatti l'INPS ha l'obbligo di effettuare le visite mediche domiciliari di controllo anche su richiesta dei datori di lavoro privato e nei confronti dei lavoratori non assicurati INPS.

- la nuova normativa non apporta comunque modifiche in merito alla disciplina generale inerente la prestazione economica dell'indennità di malattia erogata dall'INPS ai lavoratori del settore privato. Ne consegue che, il lavoratore privato può chiedere al proprio medico curante, anche qualora questi non sia un medico del SSN o con esso convenzionato, la certificazione attestante lo stato di incapacità.

Nulla invece è esplicitamente detto con riferimento al venir meno dell'obbligo di consegna del certificato al datore di lavoro privato da parte del lavoratore. Allo stato attuale si ritiene che, diversamente da quanto previsto per il datore di lavoro pubblico, il lavoratore del settore privato debba continuare a inviare l'attestato di malattia al datore di lavoro salvo che quest'ultimo richieda all'INPS la trasmissione in via telematica, esonerando il lavoratore dal relativo obbligo.

Qualora comunque il datore di lavoro ritenga di accedere al nuovo servizio INPS di trasmissione degli attestati di malattia deve farne apposita richiesta all'istituto,seguendo le indicazioni fornite con la circolare INPS 119/2010. La richiesta di invio degli attestati tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) deve essere inoltrata all'indirizzo di Posta certificata di una Sede Inps e deve avvenire utilizzando lo stesso indirizzo di PEC al quale dovranno essere destinati i documenti telematici ricevuti dai medici. La richiesta di invio deve contenere, per poter essere accolta, la matricola Inps riferita all'azienda. Nel caso di più matricole, l'azienda può chiedere che le stesse vengano abbinate, previa specificazione, allo stesso indirizzo PEC.

VERSAMENTO AGLI ENTI BILATERALI

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 43 del 15 dicembre 2010, fornisce chiarimenti in merito alla questione della obbligatorietà del versamento contributivo agli enti bilaterali.

Il Ministero afferma la non obbligatorietà dell'iscrizione all'Ente Bilaterale in coerenza con i principi costituzionali in materia di libertà associativa e di libertà sindacale negativa, nonché con i principi e le regole del diritto comunitario della concorrenza, ma ribadisce altresì l’obbligatorietà del riconoscimento di forme di tutela analoghe anche attraverso una quantificazione in termini economici.

Infatti, sottolinea il Ministero, una volta che il CCNL di categoria riconosce una determinata prestazione (ad es. un'assistenza sanitaria integrativa o una previdenza integrativa) come un diritto del singolo lavoratore, l'iscrizione all'ente bilaterale non è altro che una delle forme per adempiere al corrispondente obbligo in capo al datore di lavoro. Pertanto ogni singolo lavoratore matura un diritto contrattuale di natura retributiva – alla stregua di una retribuzione aggiuntiva o integrativa - nei confronti di quei datori di lavoro che non hanno aderito al sistema bilaterale, diritto che potrà essere soddisfatto o attraverso l'erogazione di una prestazione equivalente rispetto a quella offerta dal sistema bilaterale o attraverso il riconoscimento di una somma, nei limiti ovviamente degli importi stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Ne consegue che i datori di lavoro che applicano i CCNL dell'artigianato (con esclusione delle imprese edili e dell’autotrasporto), se non iscritti all'ente bilaterale, sono obbligati al versamento al lavoratore dell'importo mensile forfettario di euro 25,00 lordi denominato Elemento Aggiuntivo della Retribuzione (E.A.R.) per tredici mensilità, non riassorbibile, che ha riflessi su tutti gli istituti retributivi di legge e contrattuali, compresi quelli indiretti o differiti, escluso il TFR.

L’eventuale inadempimento dell’azienda nell’assolvimento dell’obbligo contrattuale può essere fatto valere non soltanto dal lavoratore interessato, ma anche dagli organi ispettivi che possono anche comminare sanzioni per la mancata corresponsione della prestazione.

Quanto detto vale sia per le aziende iscritte alle associazioni firmatarie dei CCNL sia per quelle non iscritte ad alcuna associazione, dato che l’adempimento contributivo è un obbligo che incombe su tutti i datori di lavoro.

CNA - Assoziazione Provinciale di Trieste
CNA Trieste - Piazza Venezia, 1 - 34123 TRIESTE
Tel.: 040 3185511 - Fax: 040 308212 - E-mail: cna@cnatrieste.com
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